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L'INCHIESTA

«Sono il più grande trafficante tra Tunisi e l’Italia»: così parlava il capo della gang degli scafisti

migranti, Caltanissetta, Cronaca
Un fermo immagine mostra un momento dell'operazione Mare Aperto della polizia

A capo della rete criminale c'era Akrem Toumi. «Lo sai con chi stai parlando? Io sono Akrem figlio di Beya il più grande trafficante tra Tunisi e l’Italia», diceva, senza sapere di essere intercettato. Era lui il punto di riferimento della banda che organizzava viaggi veloci di centinaia di migranti dalla Sicilia alla Tunisia scoperta dalla polizia di Caltanissetta.

Akrem aveva come principale complice la fidanzata Sarra Khaterchi. Il tunisino è già stato arrestato e condannato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nell’ambito di una indagine della Procura di Palermo ed era agli arresti domiciliari. Ma nonostante ciò continuava a organizzare le traversate.

Ad Akrem la Procura contesta «il ruolo di promotore, organizzatore e capo». «Si occupava di pianificare tutti gli aspetti della traversata da effettuare - scrive il gip nella misura cautelare - e tra questi quello di reperire scafisti che lo avrebbero aiutato nella conduzione dell’imbarcazione».

«I latitanti li faccio uscire pagando 15 milioni a testa (di soldi tunisini)», spiegava a un amico svelando che alcuni dei migranti fatti arrivare in Italia erano ricercati in Tunisia. La banda usava per i viaggi potenti motoscafi che, partendo dalle coste italiane, andavano a prendere i migranti in Tunisia bypassando le navi italiane impegnate nei pattugliamenti del mare e quelle delle Ong.

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